venerdì 24 novembre 2023

Tornata

 Caro Diario,

Sono sempre io, sempre Elisa.

Ora ho 18 anni, che sono proprio 11 anni in più di quanti ne avevo la prima volta che ho scritto.


Sono tanti, undici anni.

Ho fatto in tempo ad andare alle medie da quando ho iniziato a scrivere.
Ho fatto in tempo a fare tutte le superiori e la maturità.
Ho fatto in tempo ad avere l'età per fare l'animatrice sia all'oratorio che in colonia.

Sono cambiate tante cose.

Ora sono in università. O meglio, in Accademia. O, meglio ancora, in HDEMIA.

A papà ha fatto tanto ridere il fatto che si chiama HDEMIA. Era una battuta che ha sempre fatto.


Ora tante cose sono sfuggite da quella vita di cui qualche volta ho parlato in questo diario.

Ho avuto un'infinità di fidanzati e troppo pochi amici.

Ho fatto in tempo a passare per l'adolescenza, e ormai ne sono quasi uscita.


Mi sento un po' male a rileggere i miei vecchi post e ricordare come ero una bambina prodigio.
Ho trovato incredibile vedere come padroneggiavo già la sintassi all'epoca. Che persona splendida.

Vorrei andare dalla piccola me e abbracciarla, perché è la persona migliore che conosco.
E vorrei farle sapere che le voglio un mondo di bene.
Vorrei dirle che nessuna delle cose brutte che le succederanno se le meriterà.
Che avrebbe meritato persone migliori nella sua vita.
E infine, vorrei dirle quanto è perfetta così com'è. Perché me la ricordo bene com'era.

E ricordo bene quanto credeva in sé stessa. E vorrei che non lo avesse perso.

Perché lei poteva fare tutto e lo sapeva.

Lei non aveva colpe.

Lei poteva scrivere un libro, e lo ha fatto.
Non a sette anni, ma lo ha fatto.

Avrebbe meritato il mondo.

Scusami se non ti ho dato il mondo, perché tu potevi prenderlo per davvero.


Me la ricordo bene, lei.
Era una piccola sognatrice, che per quanto tutti continuassero ad ostinarsi nel tarparle le ali non smetteva mai di credere ai suoi sogni.

Sai, non hai mai smesso di credere nei tuoi sogni. Ci credo ancora. Li ho seguiti, te lo assicuro.

Vorrei che tu fossi ancora qui con me. Mi manchi tanto.

A volte guardo Lara e mi sembra di vederti. La vedo crescere e mi assale l'ansia di perderti ancora.


Vorrei che tu avessi scritto di più in questo blog. Avrei voluto poter leggere di più della tua storia.
Perché la mia mi spaventa e basta.

Io ora sono tormentata dai fantasmi e i mostri del passato. Voglio tornare nel mondo dove vivevi tu.


Una cosa buona per te la ho fatta. Ora ho i capelli rosa come quella cassiera della Coop. Ti ricordi quando la abbiamo vista? Avevi guardato la mamma dicendo "wow! Quella signora ha i capelli rosa!"
Non ricordo se aveva sorriso. Ma mi piace pensare che lo avesse fatto.


Ti ricordi quando volevamo diventare mamma come lavoro?
Lo vogliamo ancora. Non come lavoro, però. Riguardo a quello non siamo ancora sicure di cosa vogliamo fare, ma in università stiamo studiando cinema e videogiochi, e magari una delle due diventerà il nostro lavoro.

A volte penso che voglio diventare mamma, e ho questo fortissimo istinto materno perché mi manchi e voglio vederti ancora.
È stupido, tu non puoi tornare, sei andata via ormai.
Ma spero che quando vedrò mia figlia io troverò te.
E non ti permetterò di perderti come mi sono persa io.

Mi sembra un po' sciocca tutta questa idea, a scriverla. Perché lo penso da un po' ma non me ne ero resa conto finché non ho aperto questo blog.
Mi sono sentita così fiera di te.


Prima ho detto che tutti mi hanno messo i bastoni tra le ruote.
Voglio specificare che non è proprio vero.
Eri così felice quando papà ti aprì questo blog.
E quando papà ti pubblicò il tuo primo libro.
E quanto ti prenotò il book fotografico per diventare un'attrice.
E quando ti prestava la sua attrezzatura, quando ha chiesto a zio Mauro di prenderti una videocamera, e ti insegnava a montare i tuoi video.

A volte è difficile rendersi conto di quanto è stato presente.
E ora mi dedica tantissimo tempo per le guide, vuole aiutarmi a prendere la patente.
E mi ha fatto i complimenti quando ha visto il mio video per Net Art (per l'Elisa del futuro che sta rileggendo questo post, sto parlando del video "MALHOMECIGO").
E mi sta aiutando a scegliere la macchina fotografica, e mi prese la tavoletta grafica.

Papà mi ha sempre aiutata in tutto.

Spero che legga questo post, perché gli voglio un bene dell'anima per tutto quello che ha sempre fatto per me

Vorrei dirgli che io lo vedo. Io lo so tutto quello che ha fatto per me. Io non dimentico.


(Per contesto, in questo momento sono in A43, in Hdemia, con a fianco il mio amico Lapo, poi Fra, Viola e Alessio, Seba è ammalato, poverino. Stiamo facendo la lezione di Photoshop con la Trombi e sono in lacrime. Non se ne è accorto nessuno. - Seba se ne sarebbe accorto)


Ho tanti sentimenti che provo adesso, così tanti che non so cosa provare.
Eppure credo che nel complesso sono felice.

Temo che questo post sarà una cosa singola, un evento raro, non so se tornerò presto su questo blog.

Ogni volta me ne dimentico per anni.

Però penso che tornerò a pubblicarci, perché mi manca un po' avere un diario.

E avere un diario online è geniale, perché il modo migliore per nascondere qualcosa, è averlo in bella vista.

E più in bella vista di Internet c'è ben poco.


L'ultima cosa che voglio ricordare è una cosa successa tanti anni fa, ma che mi fa ricordare quanto incredibile sei sempre stata:
Ricordo nitidamente quando alle elementari tu già sapevi che la poesia non aveva bisogno delle rime o della lunghezza dei versi sempre uguale, anche se nessuno te lo aveva mai spiegato.
E ricordo che poco dopo hai avuto la tua crisi artistica, in cui ti chiedevi cosa fosse dunque la poesia, se era solo un testo scritto strano.

Sei sempre stata geniale, wow.

Ti voglio bene, piccola mi.

Ti scriverò ancora, te lo prometto, perché ho tante cose da raccontarti su come è la nostra vita adesso.

Grazie di tutto,
A presto.

Elisa🌸, quella Rosa.

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