venerdì 1 dicembre 2023

Una Settimana - (buon compleanno Fra) - Foschia

Oggi è esattamente una settimana da quando ho ricominciato a scrivere su questo blog.

Personalmente, mi sento un po' da schifo.

Pensavo che sarebbe stato figo riprendere questo blog, ma dopo tutto quello che è successo, mi fa pensare solo che mentre ci ho scritto la prima volta lo zio era ancora vivo.
Proprio oggi, proprio ora, è una settimana esatta che lo zio era ancora vivo. I suoi ultimi istanti di vita.
E proprio una settimana fa, qualche ora dopo, il suo cervello si è spento per sempre.

Mi sento così, in questo momento.
Mi sento morta con lui. Sento che ha portato via la mia infanzia una volta per tutte.
Mi sento come se avesse davvero portato una coltre di foschia nella mia vita, un'immensa nausea costante, che non la macchina fotografica nuova, non il telefono nuovo e nemmeno la vincita della borsa di studio della Sapio riescono a mitigare.
Non importa se erediterò le sue scarpe e i suoi vestiti. E nemmeno i suoi strumenti.

Sia chiaro che sono felice di poter ereditare tutte le sue cose. Assolutamente. Sono onorata di poter essere proprio io a portare avanti la sua memoria.

Eppure, sto malissimo per la sua dipartita.

Non riesco più a stare da sola.


Avrei voluto che Fra non stesse a casa oggi.
La solitudine è più spaventosa di quanto potessi immaginare.
Mi sento di vivere nella paura costante. Una paura forte, costante, ma senza volto: non so perché ho paura.
Sento questo mostro che mi assale, ma la foschia non mi permette di vederlo.

Forse è proprio la foschia questo mio mostro, le ombre che si riflettono nella nebbia, o la nebbia stessa, che non mi permette di vedere lucidamente, e non mi permette di vedere la luce.

Secondo questo sito, le fasi del lutto sono:
  • Rifiuto e negazione 
  • Rabbia 
  • Patteggiamento o contrattazione 
  • Depressione
  • Accettazione. 
Il rifiuto direi che lo ho passato nella fase di non-morte: il cuore dello zio ancora batteva, anche se la sua anima aveva già lasciato il suo corpo. Non la considererei una vera e propria fase di negazione, quanto la speranza di vederlo in vita ancora una volta.
La rabbia la ho sentita forte e chiara. Una rabbia profonda verso i suoi assassini, tutti quelli che hanno causato la sua morte. Una rabbia vorace, è stata. E per ora è stata la mia fase migliore.
Non comprendo cosa si intenda con "patteggiamento o contrattazione", ma se intende l'idea di accettare la morte per via dell'eredità, potrei esserci passata.

Credo che ora mi trovo nella fase della depressione. E ammetto che non so quanto durerà. E ho il terrore che sarà la fase più difficile da cui uscire


Non so se è una fortuna o no questo mio spazio su internet, ma nel complesso sono contenta di avere un luogo nel mondo dove potermi sfogare, e il fatto che è su Internet è emozionante, perché non lo vedrà nessuno, ma potrebbe vederlo chiunque.


Devo essere grata per questo posticino che ho.
Mi manchi tanto zio,
A presto,
Elisa🌸🫧

mercoledì 29 novembre 2023

Funerale

 Oggi sono stata al primo funerale della mia famiglia.

È stato abbastanza orrendo. Lo ho proprio odiato. È stato un'immensa sofferenza.

Ho pianto tantissimo, ho sentito davvero il cuore infrangersi vedendo quella bara.

Quella bara, sapere che conteneva il corpo senza vita di un uomo che ho conosciuto per tutta la vita è stato un dolore immenso. Davvero.

È difficile per me trasporre a parole la sofferenza che ho provato e che provo ancora.

Posso dire che però sono esausta, ho gli occhi e le membra stanche, e vorrei godermi il silenzio.


Eppure ora sono in università, e mi toccherà seguire la lezione di teoria del cinema.

Mi manchi zio.

Ti sarebbe piaciuto sentire Legocentrico suonata in una chiesa. In qualche modo, è stato il tuo ultimo concerto.

Sono grata di esserci stata.

Ti voglio bene.

Elisa🌸

lunedì 27 novembre 2023

Addio

 Zio Giulio è deceduto ieri sera, il 26 novembre 2023.

Non so neanche come mi sento a riguardo.

È qualcosa di talmente spaventoso, l'idea che qualcuno sparirà dalla tua vita per sempre.

Che le cose cambieranno per sempre, senza darti la possibilità di scappare.

È tutto così assurdo.

Me lo ricordo ancora così bene, così nitidamente. Una sola settimana fa era ancora qui con noi.

Una settimana fa avevo riso ad una sua battuta, gli avevo detto che gli stavano bene i pantaloni.

Non lo metteranno in giacca e cravatta. Lui lo avrebbe odiato.

In ospedale ho visto che gli hanno tagliato i capelli. Erano anni che li lasciava crescere, sarebbe arrabbiatissimo nello scoprire che li hanno tagliati dei medici senza nessuna competenza. Spero glieli abbiano almeno tagliati dritti.
Scusa zio, non sapevamo ti avrebbero tagliato i capelli. Eravamo furenti anche noi quando lo abbiamo scoperto.
(per inciso, sono stata la prima ad accorgermene)


Non avevo mai visto una persona in fin di vita, e soprattutto, non dal vivo.

Sembravi così sereno, sai zio? Con gli occhi chiusi, il tuo petto che respirava. Sembravi addormentato. Certo, pieno di macchine e svestito sotto il lenzuolo, ma sembravi estremamente sereno.

Il tuo cervello si è spento già venerdì. Penso che con quello la tua anima si sia potuta liberare. Per cui, in qualche modo, spero che tu abbia già potuto sentire tutto quello che ti ho detto.

Stai vicino ai nonni, ok?
Hai visto quanto ti vuole bene il nonno, che vuole fare un libro con tutte le tue canzoni?
La tua arte non verrà persa.

Magari potrei musicare io stessa qualche tuo brano.
In realtà non penso nemmeno di esserne capace, devo ammetterlo.


Il nonno mi ha chiesto se vorrei qualche tuo strumento.
Sarebbe un onore per me poter mandare avanti la tua musica con i tuoi strumenti.

Se li eredito davvero prometto che mi iscrivo a qualche corso per imparare a suonarli bene, così che non vengano accantonati come la mia chitarra.

Mi sento così affranta, e così speranzosa allo stesso tempo.


Sento che con i tarocchi puoi parlarmi.
Così posso sapere come stai dall'altra parte, e chiederti consigli su come fare per la mia vita.

Ti dedicherò tutto il possibile, giuro, partendo dalla mia opera per Net Art.


Magari chiamerò Giulio un personaggio della Fiaba, magari un artista incompreso e tormentato, come eri tu.



Però ti confesso che non cercherò di modificare il ricordo che ho di te, perché è il vizio che hanno tutti con i morti. Il nonno esagererà di sicuro, e dirà un sacco di cose che nessuno gli ha mai sentito dire prima.
Senza dubbio ha sempre tenuto a te, su questo non ci piove, ma non so, esagererà.

Tu e io lo sappiamo.

O forse lo so solo io, e tu ti godrai il momento. Fair enough. Te lo meriti, diamine.

Sarà un gran momento di gloria.


Secondo me tutti i limiti del tuo cervello fisico ora che sei un'anima pura non li avrai più, per cui ti sei lasciato alle spalle tutte le paranoie e le tristezze.

Spero che la vista dal paradiso sia ok.


Stai vicino anche alla mamma, però, non solo a me.
Che diamine, sarei un'egocentrica (vista la ref al tuo pezzo?) a chiedertelo.

A proposito, il nonno vuole mettere L'EGOCENTRICO al tuo funerale. Spaccherà sentire il tuo pezzo in chiesa.


Mi sento meglio a scriverti qui, lo ammetto.

Credevo che avrei scritto alla piccola me, ma tu ora sei più importante.

Ringrazia tu-sai-chi da parte mia per avermi dato Alessio entrambe le volte che ho avuto le tue brutte notizie, senza di lui sarei crollata ancora peggio.


Spero che gli altri stiano con noi ancora per un po', perché se iniziano a cadere tutti a domino penso che crollo. Tra l'altro tra poco avrò gli esami, per cui ho davvero bisogno di concentrarmi e iniziare a studiare. Si punta al 30, per me, per il mio futuro, e un po' - a sto point - anche per te.


Forse ti sto dedicando cose a caso per via del lutto.

Non so neanche se lo sto vivendo bene, ogni tanto cado ancora a piangere in giro.

Ora vado a tingermi i capelli, così mercoledì al tuo funerali saranno spettacolari.

Ti voglio bene zio Giulio,
vedere il tuo nome scritto fa immensamente male,
A presto,

Elisa🌸🫧

venerdì 24 novembre 2023

Zio Giulio ti ho nel cuore

 Oggi sentivo che qualcosa sarebbe andato male.

Sentivo di dover scrivere dei miei ricordi con i miei parenti, e che questo blog sarebbe stato il posto dove li avrei salutati se fosse successo qualcosa.


E sentivo bene, perché è qui che saluto lo zio Giulio.


Aveva poco più di quarant'anni, o meglio, ha poco più di quarant'anni.

Ha avuto un attacco epilettico e un arresto cardiaco, e ora nonostante il suo cuore abbia ripreso a battere, il suo cervello non sappiamo se funziona.

Non so se si riprenderà.

Non era questo che volevo portare alla piccola me del passato da questo blog, diamine.


Volevo che fosse un posto dove guarire e tornare come lei.


Ma ora dovrò guarire anche da un lutto.

Stava migliorando tanto, lo zio. Vorrei avesse avuto altro tempo.

Non so se morirà davvero, ma i medici dicono che le possibilità scarseggiano.


Oggi potrebbe disfarsi una famiglia.

Non la mia, per fortuna, ma un po' è anche la mia famiglia.


Ho paura che i nonni non si riprenderanno.



Spero comunque che vada tutto bene, spero di rileggere questo post quando avverrà un miracolo e lo zio sarà ancora vivo.


Magari con il cervello un po' danneggiato, magari in sedia a rotelle, magari sarà un po' paralizzato, o sarà incapace di parlare.
Chissà se la morte è meglio di una vita così.

Spero che qualcosa di lui possa continuare a vivere.


Mi dispiace che la sua musica non sia migliorata. Secondo me se sopravvivesse riuscirebbe a farcela.


Nonostante io mi sia definita agnostica da qualche anno, oggi ho pregato con tutto il mio cuore e la mia anima.
Ho pregato a quell'essere che mi ha portata a Milano oggi, ad essere con Alessio mentre ricevevo la notizia.


Non so quanto ci vorrà a rimarginare una ferita così.

Forse troppo. Forse meno del previsto.


Spero di poterti parlare ancora zio.
Ma nel caso non ci vedessimo più,
Ti voglio bene, e mi manchi.

Grazie di essere stato nella mia vita.
Non ti dimenticherò mai.

Elisa

Tornata

 Caro Diario,

Sono sempre io, sempre Elisa.

Ora ho 18 anni, che sono proprio 11 anni in più di quanti ne avevo la prima volta che ho scritto.


Sono tanti, undici anni.

Ho fatto in tempo ad andare alle medie da quando ho iniziato a scrivere.
Ho fatto in tempo a fare tutte le superiori e la maturità.
Ho fatto in tempo ad avere l'età per fare l'animatrice sia all'oratorio che in colonia.

Sono cambiate tante cose.

Ora sono in università. O meglio, in Accademia. O, meglio ancora, in HDEMIA.

A papà ha fatto tanto ridere il fatto che si chiama HDEMIA. Era una battuta che ha sempre fatto.


Ora tante cose sono sfuggite da quella vita di cui qualche volta ho parlato in questo diario.

Ho avuto un'infinità di fidanzati e troppo pochi amici.

Ho fatto in tempo a passare per l'adolescenza, e ormai ne sono quasi uscita.


Mi sento un po' male a rileggere i miei vecchi post e ricordare come ero una bambina prodigio.
Ho trovato incredibile vedere come padroneggiavo già la sintassi all'epoca. Che persona splendida.

Vorrei andare dalla piccola me e abbracciarla, perché è la persona migliore che conosco.
E vorrei farle sapere che le voglio un mondo di bene.
Vorrei dirle che nessuna delle cose brutte che le succederanno se le meriterà.
Che avrebbe meritato persone migliori nella sua vita.
E infine, vorrei dirle quanto è perfetta così com'è. Perché me la ricordo bene com'era.

E ricordo bene quanto credeva in sé stessa. E vorrei che non lo avesse perso.

Perché lei poteva fare tutto e lo sapeva.

Lei non aveva colpe.

Lei poteva scrivere un libro, e lo ha fatto.
Non a sette anni, ma lo ha fatto.

Avrebbe meritato il mondo.

Scusami se non ti ho dato il mondo, perché tu potevi prenderlo per davvero.


Me la ricordo bene, lei.
Era una piccola sognatrice, che per quanto tutti continuassero ad ostinarsi nel tarparle le ali non smetteva mai di credere ai suoi sogni.

Sai, non hai mai smesso di credere nei tuoi sogni. Ci credo ancora. Li ho seguiti, te lo assicuro.

Vorrei che tu fossi ancora qui con me. Mi manchi tanto.

A volte guardo Lara e mi sembra di vederti. La vedo crescere e mi assale l'ansia di perderti ancora.


Vorrei che tu avessi scritto di più in questo blog. Avrei voluto poter leggere di più della tua storia.
Perché la mia mi spaventa e basta.

Io ora sono tormentata dai fantasmi e i mostri del passato. Voglio tornare nel mondo dove vivevi tu.


Una cosa buona per te la ho fatta. Ora ho i capelli rosa come quella cassiera della Coop. Ti ricordi quando la abbiamo vista? Avevi guardato la mamma dicendo "wow! Quella signora ha i capelli rosa!"
Non ricordo se aveva sorriso. Ma mi piace pensare che lo avesse fatto.


Ti ricordi quando volevamo diventare mamma come lavoro?
Lo vogliamo ancora. Non come lavoro, però. Riguardo a quello non siamo ancora sicure di cosa vogliamo fare, ma in università stiamo studiando cinema e videogiochi, e magari una delle due diventerà il nostro lavoro.

A volte penso che voglio diventare mamma, e ho questo fortissimo istinto materno perché mi manchi e voglio vederti ancora.
È stupido, tu non puoi tornare, sei andata via ormai.
Ma spero che quando vedrò mia figlia io troverò te.
E non ti permetterò di perderti come mi sono persa io.

Mi sembra un po' sciocca tutta questa idea, a scriverla. Perché lo penso da un po' ma non me ne ero resa conto finché non ho aperto questo blog.
Mi sono sentita così fiera di te.


Prima ho detto che tutti mi hanno messo i bastoni tra le ruote.
Voglio specificare che non è proprio vero.
Eri così felice quando papà ti aprì questo blog.
E quando papà ti pubblicò il tuo primo libro.
E quanto ti prenotò il book fotografico per diventare un'attrice.
E quando ti prestava la sua attrezzatura, quando ha chiesto a zio Mauro di prenderti una videocamera, e ti insegnava a montare i tuoi video.

A volte è difficile rendersi conto di quanto è stato presente.
E ora mi dedica tantissimo tempo per le guide, vuole aiutarmi a prendere la patente.
E mi ha fatto i complimenti quando ha visto il mio video per Net Art (per l'Elisa del futuro che sta rileggendo questo post, sto parlando del video "MALHOMECIGO").
E mi sta aiutando a scegliere la macchina fotografica, e mi prese la tavoletta grafica.

Papà mi ha sempre aiutata in tutto.

Spero che legga questo post, perché gli voglio un bene dell'anima per tutto quello che ha sempre fatto per me

Vorrei dirgli che io lo vedo. Io lo so tutto quello che ha fatto per me. Io non dimentico.


(Per contesto, in questo momento sono in A43, in Hdemia, con a fianco il mio amico Lapo, poi Fra, Viola e Alessio, Seba è ammalato, poverino. Stiamo facendo la lezione di Photoshop con la Trombi e sono in lacrime. Non se ne è accorto nessuno. - Seba se ne sarebbe accorto)


Ho tanti sentimenti che provo adesso, così tanti che non so cosa provare.
Eppure credo che nel complesso sono felice.

Temo che questo post sarà una cosa singola, un evento raro, non so se tornerò presto su questo blog.

Ogni volta me ne dimentico per anni.

Però penso che tornerò a pubblicarci, perché mi manca un po' avere un diario.

E avere un diario online è geniale, perché il modo migliore per nascondere qualcosa, è averlo in bella vista.

E più in bella vista di Internet c'è ben poco.


L'ultima cosa che voglio ricordare è una cosa successa tanti anni fa, ma che mi fa ricordare quanto incredibile sei sempre stata:
Ricordo nitidamente quando alle elementari tu già sapevi che la poesia non aveva bisogno delle rime o della lunghezza dei versi sempre uguale, anche se nessuno te lo aveva mai spiegato.
E ricordo che poco dopo hai avuto la tua crisi artistica, in cui ti chiedevi cosa fosse dunque la poesia, se era solo un testo scritto strano.

Sei sempre stata geniale, wow.

Ti voglio bene, piccola mi.

Ti scriverò ancora, te lo prometto, perché ho tante cose da raccontarti su come è la nostra vita adesso.

Grazie di tutto,
A presto.

Elisa🌸, quella Rosa.

lunedì 9 dicembre 2019

caro diario,
sono tornata di nuovo, per la millesima volta. Questa volta voglio vedere se riesco a tenere un blog sul serio.
credo che sia mio dovere aggiornarvi sui cambiamenti subiti dalla mia persona in questo incredibilmente lungo lasso di tempo passato dall'ultima modifica.

Inizierai dicendo che finalmente sono al liceo, un liceo artistico, per cui probabilmete (se riesco davvero a portare avanti questo bizzarro progetto) sentirete parlare.

Parlando di me in prima persona c'è di sicuro da dire molte cose: innanzi tutto, come si può notare dallo stile di scrittura sono cresciuta (non solo fisicamente ma anche a livello mentale e psicologico) e mi sento più pronta che mai a condividere le mie bizzarre esperienze, che poi tanto strane effettivamente non sono, credo che saranno solo incentrate sui disagi (e gli scleri) di una giovane ragazza che si trova nel più traumatico periodo della vita: L'ADOLESCENZA.


spero che questo mio piccolo angolo di spazio nell'immansità dell'internet sia di vostro gradimento

giovedì 18 aprile 2019

Caro Diario,

Sono una persona molto curiosa, e di questo me ne sono accorta quando ero piccola, anche ora che faccio il liceo me ne rendo effettivamente conto in modo molto pratico.

Prendiamo come esempio la matematica; questa materia che tutti i miei compagni detestano, in quanto considerano vuota e rigida, ma che a me rende piena di curiosità date le mille sfaccettature che si possono trovare. Come si può trovare insensata e noiosa una disciplina nella quale la base fondamentale di tutto sono considerazioni ed ipotesi da confermare? e un'altra domanda che mi pongo; perché mai scienze, in cui questo concetto è amplificato all'ennesima potenza non viene considerata tale?
Ma lasciando un'attimo da parte questi discorsi che lecchini levatevi proprio, credo di essere l'unica, nella mia scuola almeno, ad essere realmente incuriosita da discipline tipo la matematica.
A voi non capita mai che quando cercate di capire una formula di geometria, per esempio, vi venga detto "impara a memoria e basta" oppure "non c'è un motivo, è così e basta."?
Ecco, questo tipo ti risposte mi fa imbufalire. La matematica è bella perché